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COMUNICATO STAMPA La Diaspora dei braccianti agricoli di San Nicola Varco. Continua a non trovare soluzione la vicenda dei braccianti agricoli, in maggioranza magrebini, allontanati dalla struttura fatiscente di San Nicola varco ad Eboli. Dopo anni di silenzio e di indifferenza, le istituzioni hanno deciso di affrontare energicamente la vicenda. Ieri il ghetto è stato sgombrato, e per circa 900 persone è iniziata la diaspora. Alcuni sono andati a dormire sotto le serre, altri accolti dalla Caritas e da altre strutture, molti sono fuggiti nei campi. Quelli sprovvisti di documenti, una sessantina circa, in questura. I rastrellamenti delle forze dell’ordine nelle zone agricole sono in atto. Ma la cosa più grave, che ci preme sottolineare, è quello che sta avvenendo in queste ore a Sicignano degli Alburni, dove il Sindaco Alfonso Amato aveva allestito una struttura di prima accoglienza per una settantina di migranti. Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nella struttura, adducendo come motivazione un presunto errore nella delibera comunale, allontanando così i dipendenti comunali ed a quanto pare il Sindaco stesso. Ci chiediamo come sia possibile provvedere ad uno sgombero senza prevedere una soluzione “tampone”, come si possa gettare le persone in mezzo ad una strada per poi rincorrerle. Ci chiediamo cosa debbono fare questi braccianti agricoli: scomparire?!! Per domani mattina, ore 12:00 presso la federazione provinciale del PRC di Salerno, in via L.mare Colombo 351, è prevista una conferenza stampa del PRC con il Cons. Reg. Vito Nocera e l’Ass. Reg. Corrado Gabriele. Nella mattinata di mercoledì 11 novembre nella Piana del Sele si è consumata una delle operazioni più vergognose degli ultimi anni, ai danni di circa 900 migranti di provenienza Magrebina. Circa 500 uomini delle forze dell’ordine, intorno alle 9 di mattina , in pieno assetto di guerra, bloccando strade, traffico e persone, hanno provveduto a sgomberare l’area-lager di S. Nicola Varco nel comune di Eboli. Un’Area utilizzata da diversi anni da lavoratori extracomunitari impegnati, con salari e trattamenti schiavistici, nell’agricoltura della piana. Gli uomini delle forze dell’ordine, rigorosamente ripartiti tra carabinieri, polizia e guardie di finanza, a cui in ultimo si è aggiunta anche la forestale, comandati dal questore in persona, hanno fisicamente preso possesso dell’area ridotta ad un acquitrino fangoso e maleodorante. La storia di S. Nicola Varco parte da molto lontano : la fine degli anni novanta. L’area di proprietà regionale dove insistono dei manufatti in cemento armato, senza coperture e senza pareti, divenne rifugio di braccianti stranieri, nel corso del tempo è riuscita ad ospitare anche oltre mille persone. Un luogo senza servizi di alcun tipo dove i giacigli si affiancavano senza spazio tra un letto e l’altro; niente acqua né bagni né energia elettrica solo costruzioni di cartone o plastica. Il lezzo e la sporcizia costringevano a turarsi il naso e chiudere gli occhi. Questo vero e proprio lager è cresciuto su se stesso nell’indifferenza di tutti, eccetto della Cgil, che ha provato ad introdurre strutture di civiltà scontando l’ostilità delle istituzioni. Epifani qualche anno fa visitò questo ghetto. Il comune di Eboli nel cui territorio ricade l’ area, la regione Campania che ne detiene la proprietà , la provincia di Salerno , per non parlare del governo, non hanno mosso un dito per porre rimedio dando dignità a questa struttura antiumana. Tutti si sono girati dall’altra parte consentendo agli agrari ed ai caporali tutti migranti – i pessimi mestieri si ereditano con facilità- di imporre “disumane” condizioni salariali : 20 euro giornaliere di cui 5 vanno al caporale, senza che gli agrari sostenessero alcun costo per la permanenza di questi “dannati della terra”. Il motto è stato sempre: arrangiatevi. Mercoledì, invece, lo stato ha deciso di affrontare il problema energicamente. Qualche compagno, per un caso fortuito, è riuscito a sapere della decisione dello sgombero martedì in serata. Immediatamente, con un passaparola la voce si diffuse nell’ambito della sinistra, facendo affluire sul posto decine di compagni incluso il vertice della Cgil con in testa il segretario provinciale. Per tutta la notte, dopo aver tenuto assemblee con gli occupanti, si è provato ad organizzare una ritirata non violenta. Una parte è andata da amici e parenti, qualcuno ha cambiato proprio zona, molti sono stati presi sotto tutela dei datori di lavoro, poi sistemati , pare, a dormire sotto le serre piene di anticrittogamici ed antiparassitari. Si è riuscitiì ad ottenere l’intervento del cattolicissimo sindaco di Sicignano Degli Alburni: Alfonso Amato, che nel cuore della notte ha fatto arrivare due pullman e ha trasferito circa 70 persone nel suo comune. Non si è riusciti a mandare a Sicignano altre persone perché intorno alle due di notte intervennero alcuni caporali marocchini con tono minaccioso e ricattatorio tentarono di scoraggiare il trasferimento. Quando mercoledì mattina sono arrivate le forze dell’ordine, accolte con evidente soddisfazione dal Sindaco di Eboli, le presenze nel campo si erano ridotte a meno di 400 unità: molti si erano già recati al lavoro – questi escono all’alba, al mattino. Di quelli rimasti nel campo alcuni erano in possesso di permesso di soggiorno, quindi subito dopo essere stai rilasciati, in molti sono scappati nei campi; diversi, viceversa, erano ammalati ed una sessantina sono stati trasferiti in questura perché sprovvisti di documenti di soggiorno. A questo punto c’è da porsi alcuni interrogativi: come mai la magistratura è stata così solerte nel emettere un provvedimento di sgombro per motivi igienici? Dove andranno a dormire questi poveracci senza altri beni se non quelli contenuti nella busta di plastica che si sono portati appresso? Chi impedirà che i prodotti ortofrutticoli della piana marciscano nella terra per mancanza di mano d’opera mal retribuita? Possono istituzioni politiche civili adottare provvedimenti così avventuristici? Pensiamo in primo luogo che questa solerzia della magistratura abbia molto a che vedere con le pressioni esercitate da un clan di investitori che su un terreno adiacente al lager stanno costruendo il più grande outlet del sud. Si tratta di un gruppo imprenditoriale che per dirla con un eufemismo in odore di santità. Un operazione che dissemina sul territorio, senza alcuna tutela centinaia di disgraziati finisce per rafforzare il potere dei caporali e degli agrari senza scrupoli. La Regione Campania non può e non deve rimanere a guardare ma deve assumere in proprio l’onore di offrire a questa massa di sbandati una sistemazione dignitosa . Al momento questi continuano a dormire chi sotto le serre, chi provvisoriamente ad Eboli in una struttura della Caritas chi al Comune di Sicignano. La soluzione, come è del tutto evidente, è solo l’inizio di altre e molto più gravi angherie per questi diseredati. Il traballante Sindaco di Eboli ha già dato la sua soluzione in un intervista rilasciata ad un emittente locale: “Chi non ha permesso di soggiorno dovrà essere affidato al autorità giudiziaria”. Complimenti! Era straziante ed irritante, al tempo stesso, vedere le nostre forze armate in un numero così spropositato ed equipaggiate come in una vera e propria operazione di guerra per fronteggiare poche decide di derelitti che avanzavano nel vuoto reggendo uno o due sacchetti di plastica pieni di niente, con lo sguardo spendo ed il volto senza volontà e senza fierezza. La sesta potenza economica mondiale ha segnato un altro punto a suo favore. C’è di ché essere orgogliosi. Mentre scrivo questo articolo, pare che a Sicignano la polizia abbia fatto irruzione nella struttura comunale messa a loro disposizione. E ciò senza alcuna motivazione logica. La lunga odissea degli “invisibili” è appena iniziata.
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